Entrando nell'abitato per via Caudina, si trova subito il largo Annunziata, ad aiuola, in cui prospetta a destra la chiesa dell'Annunziata, fondata ne, 1239, riedificata ed ampliata nel sec. XIV secondo i canoni dell'arte gotica: recenti lavori di restauro (1965-77) hanno messo in luce le strutture di quest'epoca.
La facciata conserva un ricco portale marmoreo del 1563, della scuola di Annibale Caccavello: nella lunetta è un'Annunciazione a basso rilievo. Del 1565 è il grande portone d'ingresso in legno mirabilmente restaurato ultimamente dall'artigiano locale Francesco Luciano. L'interno è a una navata, sorretta ai lati da archi, con soffitto a capriate ricostruito di recente su residui di quello originario; l'abside è quadrangolare, con costoloni cilindrici che convergono alla chiave di volta ad anello con due grandi monofore. Nel corso di recenti lavori sono stati riportati alla luce e restaurati numerosi affreschi: il più importante è un Giudizio Universale che riveste la contro-facciata, dal forte accento narrativo, opera di artista campano della prima metà del sec. XV, forse Ferrante Maglione; altri affreschi del '300 e '400 sono nell'abside, tra essi un'Annunciazione, una Crocifissione, vari Santi e Diaconi, S.Orsola e storie della sua vita. S.Nicola di Bari, S.Elisabetta d'Ungheria.
Nella cappella a sinistra dell'ingresso è una tavola (Annunciazione). in origine un polittico della seconda metà del sec. XV, attribuito ad Angiolillo Arcuccio, con doppia predella (nella 1^ Resurrezione, Natività, le Marie al Sepolcro e 4 Santi; nella 2^ Cristo e gli Apostoli) e con ricchissima cornice in legno intagliato inserita in un altare ligneo del 1619.
Nella prima cappella a destra è sistemato un pulpito ligneo del 1644 datato e firmato da Jacono Bonavita; l'opera consolida la grande tradizione locale della lavorazione artistica e intaglio del legno e presenta S.Agata e Santo Stefano nei due angoli con figure femminili inneggianti alla fertilità variamente diffuse. La chiesa, un modello di conservazione e manutenzione. si è arricchita di una splendida serie di 16 vetrate a colori eseguite su disegno del Maestro Bruno Cassinari. Annesso alla chiesa è l'ospedale S. Giovanni di Dio, fondato nel 1239 dal vescovo Giovanni.
Dal largo Annunziata si passa successivamente nelle piazze Mercato, Castello e Trieste, quest'ultima con il Monumento ai Caduti di Pasquale Cioffi: in realtà si tratta di un'unica piazza di forma irregolare che prende nomi diversi. A destra sono cospicue testimonianze del Castello in via di recupero e ripristino: notevoli sono le arcate ogivali del cortile e, nel piano superiore, un affresco con Diana e Atteone di Tommaso Giaquinto, datato 1110 e in fondo alla piazza Trieste c'è un torrione cilindrico isolato; a sinistra è la chiesa di S. Menna (eremita del sec. VI vissuto sul Taburno. le cui spoglie mortali furono trasportate qui), riedificata e ampliata alla fine del sec. XI per ordine di Roberto conte di Sant' Agata, consacrata da Papa Pasquale II nel 1110 e di recente restaurata. All'esterno, sotto il portico che precede la chiesa, conserva il portale originario con archivolto romanico. decorato da un festone di foglie e due teste di leone.
Una scritta latina invita il fedele che entra a pentirsi dei peccati e ricorda a tutti che la chiesa, fondata e abbellita dal conte Roberto, è sotto la giurisdizione del Papa. L'interno è a tre navate divise da antiche colonne, delle quali due scanalate, con capitelli di spoglio alto-medievali e romanici; il tetto è a capriate. Notevoli i resti di pavimento musivo cosmatesco a figure geometriche del primo decennio del sec. XII, uno dei più antichi databili con certezza dell'Italia meridionale. Anche la chiusura del presbiterio, sopraelevato, è a mosaico e della stessa epoca.
I restauri condotti alcuni anni fa hanno rimesso in luce alle pareti resti di affreschi dei sec. XIV e XV.
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